M. Night Shyamalan conclude la sua trilogia supereroistica con Glass, attesissimo seguito ed epilogo di Unbreakable e Split che esalta lo spirito autentico e l’immaginario della letteratura illustrata incentrata sulle storie di supereroi, narrazioni di uomini e donne in possesso di poteri straordinari che vivono in mezzo alla gente comune.
In Unbreakable Elijah Price (Samuel L. Jackson), l’uomo di vetro dall’infanzia drammatica e dalle condizioni di vita critiche, mette a servizio del male il suo straordinario intelletto, e da villain emblematico trova anzi crea il suo completamento in David Dunn.
Così come Joker completa Batman, nei fumetti, a differenza che al cinema, i cattivi non sono mai figurine anonime apposte per soddisfare l’ego dei buoni.
David Dunn (Bruce Willis) ci ricorda che i super poteri non sono un sontuoso abito da indossare per attirare l’ammirazione del prossimo, sono capacità pericolose che implicano grandi responsabilità, in un mondo autodistruttivo che va salvato nonostante non riesca a prendersi cura di sé.
David porta con sè il fardello della sua indistruttibilità, celandosi interamente dietro ad un impermeabile, con lo sguardo carico di sofferenza nel percepire le emozioni negative e la violenza di sconosciuti abbandonati al male.
Elijah ha disperatamente cercato e creato David, e senza di lui la sua vita non ha più senso, tale da abbandonarsi ad uno stato catatonico di frustrazione ed indifferenza.
Elijah ritrova una ragione di vita al cospetto dell’Orda governata dalla Bestia (uno straordinario James McAvoy), dipinto in Split come figura instabile e malvagia che vuole rivelarsi al mondo per dimostrare di cosa è capace.
La rivelazione è la chiave di Glass e dell’intera trilogia di M. Night Shyamalan: dopo aver creato David, adesso Elijah può rivelarlo attraverso la Bestia, dando forma e significato alla sua ossessiva ricerca sull’evoluzione umana.
Non più semplici storie di svago ed intrattenimento, ma prove della reale superiorità per intelletto, capacità sensoriali, forza fisica, resistenza, sorprendenti testimonianze dell’evoluzione biologica che i supereroi rappresentano.
Rispetto ad Unbreakable e Split la Bestia non è più il malvagio da combattere, nè Elijah un semplice burattinaio, o David l’eroe da ammirare.
I tre non sono protagonisti di una Limited Edition, bensì gli autori di una Origin Story.
La grandezza di Glass, insospettabile e svelata nell’ultimo tratto della pellicola in un deciso crescendo di emozioni rivelatorie, sta nel ribaltamento del punto di vista dal supereroe alla gente comune, e nella chiave di lettura che offre di un mondo governato da persone senza scrupoli che fanno squadra, le cui azioni avvalorano l’esigenza dei buoni di vivere nell’ombra e celare le proprie potenzialità.
I primi X-Men di Singer ed il Superman di Zack Snyder si accomunano in qualche modo alle riflessioni che Glass inaspettatamente ci sbatte in faccia, in una svolta che diventa prestigio nell’ultima magia di M. Night Shyamalan.
Glass ci ricorda che i veri cattivi sono tra di noi, potremmo essere noi stessi, ma, anche quando sembra non esserci più speranza, a fare la differenza saranno sempre i veri eroi che scegliamo di essere.