Mélanie Laurent, dall’esordio avvenuto quasi per gioco al successo internazionale

Quando fortuna e bellezza lanciano la carriera ma il talento e l’impegno la fanno decollare.

Mélanie Laurent
Mélanie Laurent (Credits: Shanna Besson/Netflix)

In casa Laurent si è sempre respirata arte dato che il papà della nostra protagonista di oggi è un doppiatore e la mamma insegnante di danza ma è solo verso i 14 anni che Mélanie viene notata da Gérard Depardieu e accetta di essere scritturata per il suo prossimo film. Il progetto in questione è Un pont entre deux rivesmai uscito in Italia ma che segna il debutto nel mondo della settima arte.

Tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000 prende parte a diverse produzioni spesso affiancata e diretta da nomi di spicco dell’industria cinematografica d’oltralpe.

Nel 2005 partecipa a Tutti i battiti del mio cuore ma l’anno successivo grazie a Je vai bien, ne t’en fais pas ottiene i primi riconoscimenti importanti tra cui il César e il Lumiere come migliore promessa femminile. Promessa mantenuta perché nel 2009 arriva il ruolo che le cambia la vita: Shoshanna Dreyfus nel cult di Tarantino Bastardi senza gloria. 

Il successo internazionale

Il personaggio della giovane ebrea che vuole vendicarsi dei nazisti entra subito nel mito e lancia la Laurent definitivamente, oltre a spalancarle le porte a livello mondiale. Oramai la sua carriera e la popolarità sono alle stelle ma non per questo si adagia sugli allori e continua a lavorare duramente mettendosi alla prova con generi diversi e accettando offerte anche oltreoceano.

Tra i numerosi successi non si può non citare Il concerto, Treno di notte per Lisbona, By the sea (con la coppia Jolie-Pitt), Mio figlio, Operation finale e 6 underground. Nel 2018 dimostra, come se ce ne fosse ancora bisogno, di cavarsela egregiamente anche nella commedia dove interpreta la versione femminile di Cyrano ne Il ritorno dell’eroe.

Mélanie Laurent
Mélanie Laurent

Nel 2008 inizia a muovere i primi passi dietro la macchina da presa ottenendo buoni risultati e portando sullo schermo storie intense anche con tematiche a lei care.

In oltre vent’anni di attività, Mélanie Laurent non è rimasta ingabbiata nel suo ruolo più famoso (anche se sicuramente dai più verrà ricordata per quello) ma ha esplorato il settore a 360° diventando attrice, regista, sceneggiatrice, produttrice e cantante creando un nutrito gruppo di sostenitori che la seguono e supportano in ogni nuovo progetto.

Apprezzata anche per il suo impegno sociale, un decennio fa ha intelligentemente “usato” la sua posizione per raccontare in maniera semplice e diretta il problema del cambiamento climatico nel documentario Demain insieme al collega Cyril Dion insomma, un’artista che non ha paura di dire la sua, di prendere posizione e fa del cinema una vera Arte non finalizzata solo al mero intrattenimento.

Ultimi lavori e prossimi progetti

La star francese ha una lunga e prolifica carriera infatti, solo a fine anno 2024 l’abbiamo vista nei panni di Maria-Antonietta ne Le déluge (passato abbastanza in sordina) del nostro Gianluca Jodice e dietro la macchina da presa in Libre, presentato all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, dove ha raccontato la storia del ladro gentiluomo Bruno Sulak.

A breve, non è ancora certa la data, uscirà Qui brille au combat di Joséphine Japy qui al debutto come regista (nel 2014 la stessa era stata diretta dalla Laurent in Respire). Il film ci farà immergere nel cuore di una famiglia sconvolta dalla malattia e dalla disabilità della figlia minore, Bertille. Mélanie interpreterà la mamma della protagonista e siamo sicuri che regalerà di nuovo una performance da applausi: non resta che attendere!

 

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